Dea · Magia e maternità
Iside: la grande maga e madre divina
Se Osiride rappresenta la promessa della rinascita, Iside è la forza che la rende possibile. Dea della magia, sposa fedele e madre protettiva, è probabilmente la divinità egizia che ha avuto la fortuna più duratura: il suo culto è sopravvissuto ben oltre i confini dell'Egitto, diffondendosi in tutto il mondo greco-romano.
Il nome e l'iconografia
Il geroglifico che compone il nome di Iside raffigura un trono, e non è un caso: nell'iconografia più antica la dea viene rappresentata con un trono stilizzato sul capo, a indicare il suo legame diretto con la regalità e la legittimità del potere faraonico. Solo in epoca successiva, per sincretismo con Hathor, Iside viene raffigurata anche con il disco solare tra due corna bovine.
La maga che ricompose Osiride
Nel mito osiriaco, dopo l'uccisione del marito da parte di Seth, è Iside a ritrovarne i resti insieme alla sorella Nefti e a ricomporli con formule magiche, riportandolo in vita quel tanto che basta per concepire un erede. Questo episodio le vale l'epiteto di "grande di magia": non è una dea guerriera, ma il suo potere attraverso la parola rituale e la conoscenza dei nomi segreti è temuto quanto qualsiasi forza fisica.
Un racconto molto diffuso narra che Iside costrinse persino il dio sole Ra a rivelarle il proprio nome segreto, creando un serpente magico che lo avvelenò e offrendo la guarigione in cambio dell'informazione: un mito che riflette bene l'idea egizia secondo cui conoscere il vero nome di qualcosa significa avere potere su di essa.
Madre e protettrice di Horus
Dopo la nascita di Horus, Iside lo nasconde e lo alleva in segreto tra le paludi papiracee del Delta del Nilo, proteggendolo dalle insidie di Seth fino a quando non è abbastanza forte da reclamare il trono del padre. Questa immagine di Iside che allatta il figlio bambino, seduta in trono, è tra le più riprodotte dell'arte egizia tarda e ha influenzato, secondo diversi studiosi, l'iconografia successiva della maternità sacra nel bacino del Mediterraneo.
Un culto che ha attraversato i confini dell'Egitto
A partire dal periodo tolemaico, il culto di Iside si diffuse ben oltre la valle del Nilo: templi a lei dedicati (gli "Iseo") sorsero a Roma, Pompei e in molte altre città dell'impero romano. Il grande tempio dell'isola di File, all'estremo sud dell'Egitto, rimase attivo fino al VI secolo d.C., uno degli ultimi santuari pagani a resistere dopo la cristianizzazione dell'impero.
Perché Iside conta ancora oggi
Iside incarna un modello di potere non basato sulla forza ma sulla competenza rituale, sulla fedeltà e sulla protezione della vita nascente. È per questo che resta, insieme all'Occhio di Horus e allo scarabeo, uno dei simboli egizi più immediatamente riconoscibili anche fuori dal contesto strettamente archeologico.
Approfondisci
Il racconto completo dello smembramento e della resurrezione è nella guida Osiride: il dio della morte e della rinascita. Per il giudizio dei morti presieduto da Osiride e Anubi, leggi Anubi e i riti di mummificazione.