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Simbolo · Rinascita

Lo scarabeo sacro: simbolo di trasformazione e rinascita

Di Giorgio Santini · · 6 min di lettura
Amuleti a forma di scarabeo dell'Antico Egitto
Amuleti a forma di scarabeo. Metropolitan Museum of Art.

Nessun insetto ha mai avuto una carriera religiosa paragonabile a quella dello scarabeo stercorario nell'Antico Egitto. Da semplice osservazione della natura a incarnazione del sole nascente, lo scarabeo è diventato uno dei simboli più diffusi e longevi dell'intera civiltà egizia.

Khepri, il dio che diviene

Gli egizi osservavano lo scarabeo stercorario modellare una palla di sterco e farla rotolare sul terreno per poi deporvi le uova, da cui in seguito emergevano nuovi insetti, apparentemente dal nulla. Questo comportamento venne interpretato come una forma di autogenerazione, e diede origine alla figura del dio Khepri, il cui nome deriva dal verbo egizio kheper, "divenire, trasformarsi".

Khepri venne associato al sole del mattino: così come lo scarabeo spinge la propria palla, il dio "spingerebbe" il disco solare al di sopra dell'orizzonte ogni alba, in un ciclo di rinnovamento quotidiano parallelo a quello della rinascita nell'aldilà.

Sigilli e amuleti quotidiani

Al di là del significato religioso, gli scarabei ebbero un uso estremamente pratico: la superficie piatta sul retro veniva spesso incisa con il nome del proprietario, un titolo, o formule augurali, trasformando l'oggetto in un vero e proprio sigillo personale da imprimere su argilla o inchiostro. Alcuni faraoni, come Amenhotep III, fecero produrre grandi scarabei commemorativi per celebrare imprese ed eventi del proprio regno, distribuiti come oggetti ufficiali in tutto il paese.

Lo scarabeo del cuore

Nel contesto funerario, lo scarabeo assume un ruolo ancora più specifico: lo "scarabeo del cuore", spesso di dimensioni maggiori rispetto agli amuleti quotidiani, veniva posto sul petto della mummia, sopra il cuore. Su di esso era inciso il capitolo 30 del Libro dei Morti, una formula che scongiurava il cuore dal testimoniare contro il defunto durante la pesatura davanti a Osiride, Anubi e Thot.

Materiali e diffusione

Gli scarabei venivano realizzati in faience, steatite smaltata, pietre semipreziose e, per le committenze più importanti, in oro. La loro diffusione capillare, dai corredi funerari reali alle sepolture più modeste, ne fa uno degli oggetti archeologici egizi più comuni nei musei di tutto il mondo.

Un simbolo che ha attraversato i millenni

Ancora oggi lo scarabeo resta, insieme all'Ankh e all'Occhio di Horus, uno dei tre simboli egizi più immediatamente riconoscibili a livello globale — non solo per il suo valore religioso originario, ma per l'idea universale che rappresenta: la trasformazione come parte naturale e ciclica dell'esistenza.

Approfondisci

Sul ruolo del cuore nel giudizio dei morti, leggi Anubi e i riti di mummificazione e Osiride: il dio della morte e della rinascita.

GS

Giorgio Santini

Appassionato di egittologia e storia dell'arte, cura i contenuti di Plenzorak da Roma.